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Pila Couis, un nuovo modello di turismo di montagna è possibile

Mercoledì 17 novembre in consiglio regionale abbiamo dato il via libera al disegno di legge che stanzia oltre 28 milioni di euro a sostegno degli impianti a fune.

Lo sci da discesa, con le sue stazioni, rappresenta per l’economia della Valle d’Aosta, l’elemento trainante, capace di generare direttamente un fatturato di circa 80 milioni di euro e di creare un indotto che vale fino a 6 volte tanto. Le località sciistiche presenti sul territorio regionale, con gli oltre 700 km di piste, 1200 maestri, snowpark e parchi gioco garantiscono condizioni ottimali e attraggono oltre un milione di turisti capaci di generare lavoro e ricchezza.

Sicurezza, qualità e tecnologia le parole chiave

Il miglioramento qualitativo, il rinnovo tecnologico e di strutture connesse, il potenziamento del sistema d’innevamento artificiale, l’acquisto di veicoli battipista, le realizzazioni e le manutenzioni di opere edili complementari  sono  le iniziative ammesse dalla legge n. 8 del 18 giugno 2004 che concede contributi in conto capitale alle stazioni sciistiche. Qualità, sicurezza, tecnologia sono elementi imprescindibili per rendere il Brand Valle d’Aosta attraente e credibile a livello internazionale.

Il cambiamento climatico e l’importanza di un nuovo modello di turismo di montagna

I cambiamenti climatici in corso, generati dal surriscaldamento globale, richiedono a tutto il mondo politico ed ai professionisti della montagna l’impegno e lo sforzo per costruire un nuovo modello di turismo per la nostra regione: dato oggettivo reso noto e di pubblico dominio dal recente report «Impatti dei cambiamenti climatici sul regime idrologico della Valle d’Aosta», curato dal Centro funzionale e Arpa, in collaborazione con Fondazione Cima e Fondazione Montagna sicura, in cui si prevedono i possibili scenari che potrebbero presentarsi nel prossimo futuro. La tendenza al riscaldamento osservata negli ultimi decenni continuerà e nel 2035 le temperature medie annue aumenteranno di uno o due gradi centigradi rispetto al periodo 1980-2010. L’estate e l’autunno saranno le stagioni con il riscaldamento maggiore, in particolare in media ed alta montagna, mentre nei mesi invernali sarà piuttosto omogeneo a tutte le quote. Inoltre è prevedibile che le precipitazioni nel corso di un anno non si riducano ma la distribuzione stagionale subisca un cambiamento: nel periodo estivo le piogge  saranno  minori  mentre nel periodo invernale le precipitazioni nevose diminuiranno a bassa quota ed aumenteranno alle quote più elevate. Questi dati ci confermano come le nevicate a quote sempre più alte e l’innalzamento delle temperature stiano mettendo in crisi il modello di turismo invernale tanto è vero che entro la fine del secolo le condizioni della neve a 2000 metri corrisponderanno a quelle che si trovano attualmente a 1000-1500 metri, con uno scarto di quota di 500-1000 metri. 

La stagione sciistica, così come la conosciamo, potrà difficilmente essere garantita in futuro. I comprensori a quote più basse potrebbero non essere più economicamente sostenibili per il consumo  maggiore di energia e acqua necessarie per il funzionamento degli impianti di innevamento mettendo a repentaglio perfino la stagione natalizia. Per tutti questi motivi è sempre più urgente lavorare ad un modello di turismo di montagna che abbia come parola d’ordine la diversificazione, cioè creare un turismo più ampio per tutte le stagioni.

Pila/Couis un esempio concreto del rispetto della montagna al passo con i tempi

Nella legge sugli impianti a fune approvata in Consiglio Regionale 25 milioni di euro sono destinati alla Pila Spa per la realizzazione della nuova cabinovia Pila/Couis. Il progetto, presentato venerdì 10 dicembre presso il teatro Splendor, non è un’opera di ampliamento bensì un’opera di ammodernamento che sostituirà i due storici impianti di risalita ormai obsoleti: la Liaison e il Couis 1, costruiti nel 1988. Questa strategia renderà ancora più appetibile il comprensorio permettendo di alzare il baricentro della stazione sviluppandola in verticale. La nuova cabinovia a 10 posti ad ammorsamento automatico composta da tre tronchi, collegherà direttamente la zona di arrivo della esistente telecabina Aosta-Pila con la zona della Platta de Grevon, sullo spartiacque tra la Conca di Pila e la valle di Cogne. Gli sciatori, i turisti e i bikers potranno salire fino ai 2.750 metri della terrazza panoramica, dotata di bar/ristorante e solarium, che permetterà di apprezzare tutte le più alte vette della Valle d’Aosta    (Gran Paradiso-4061m, Grande Rousse-3607m, Rutor-3486m, Monte Bianco-4809m, Grand Combin-4314m, Mont Vélan-3727m, Cervino-4478m). Chi ama sciare potrà usufruire delle piste per scendere a valle mentre chi vorrà vivere l’esperienza della montagna in totale relax potrà godere di uno scenario unico nel suo genere. In estate i bikers usufruiranno di un comprensorio più vasto e gli amanti del trekking beneficeranno di un rifugio dotato di tutti i comforts.

La nuova cabinovia, inoltre, permetterà di risolvere l’annoso problema delle code che si formavano con le vecchie seggiovie, code che non permettevano una giusta distribuzione degli sciatori sulle numerose piste presenti nel comprensorio. Lo studio di fattibilità ha dimostrato che gli sciatori passeranno il 30% in più del tempo a divertirsi sciando, anziché in coda o in risalita.

La Stella Couis della Pila S.P.A., maestosa e moderna stazione di  arrivo,  introduce  il concetto di “turismo accessibile” che in montagna ha ricadute su tutto il tessuto sociale e sulla crescita della competitività turistica del territorio e che si rivolge a un target molto vasto di turista che viaggia durante tutto l’anno.

In sintesi: un’azione di ammodernamento con una proposta turistica al passo con i tempi permettendo a tutti di vivere la montagna in ogni momento dell’anno.

Serietà, trasparenza e amore per la montagna sono la risposta alla politica dei no

Il progetto Pila/Couis ha visto un grande impegno da parte della Pila  S.P.A.. Nessuna scelta è stata lasciata al caso. L’intervento  è  stato  contemplato  nel  Piano  Strategico  Aziendale  approvato  dal  Consiglio  di Amministrazione  della  società  in  data  29  ottobre  2019 a seguito di uno studio di fattibilità  elaborato  nel  2016. Infine, vista la complessità dell’intervento, nel 2020 è stato indetto un concorso di progettazione. Questo percorso è stato costruito su una visione generale strategica e contraddistinto da un lavoro di squadra con professionisti esperti. A chi, senza opportuni approfondimenti, contesta alcune scelte è giusto far presente che i primi a voler realizzare progetti seri e trasparenti non possono che essere proprio i professionisti della montagna: dai gestori degli impianti agli amministratori ma anche a tutto il tessuto socio economico che la vive ogni giorno. Il bene della montagna è il bene comune di tutti noi.

Qualche giorno fa c’era chi criticava la stazione di arrivo posizionata sulla Platta de Grevon e non sul Col Tza Sèche ed a loro è corretto rispondere con lo studio geologico messo in campo dalla Pila S.P.A..

L’approfondimento eseguito (immagine 1) ha evidenziato come, proprio a ridosso della zona del Col Tza Sèche, si trovi un rock glacier (ghiacciaio roccioso) costituito da corpi detritici e ghiaccio di origine generalmente glaciale. Questo rock glacier è alimentato dalla intensa produzione detritica del versante della Punta Valletta e della Punta Tza Sèche e la realizzazione di piste e impianti andrebbe sicuramente a deturpare irrimediabilmente tale forma: le ampie lobature molto ben evidenti e spettacolari verrebbero in parte distrutte in quanto morfologicamente incompatibili con le piste da sci. La presenza in profondità di ghiaccio renderebbe anche critica la progettazione di un eventuale impianto sia in termini ingegneristici che ambientali” sottolinea lo studio, e inoltre comprometterebbe i rock glaciers che, in virtù del loro assetto geologico, sono degli ottimi “réservoirs ». Si tratta di sorgenti che servono l’acquedotto comunale. Risulta quindi molto delicato effettuare scavi e movimenti terra in tale areale. Di seguito si riporta la carta P3 del PRGC del Comune di Gressan (immagine 2) con evidenziato il perimetro di protezione delle sorgenti. Questo studio a sostegno  della  scelta effettuata non  casualmente ma supportata da ricerche approfondite con la finalità di non recare danno al territorio. 

In conclusione

Un nuovo modello turistico per la montagna è possibile, il progetto della Pila S.P.A. lo dimostra, ma è necessario continuare a lavorare ad una nuova visione basata su studi scientifici, analisi dei bisogni e non visioni che nulla hanno a che fare con il bene della Valle d’Aosta ma che mirano soltanto a costruire un consenso elettorale. In un periodo storico caratterizzato da grandi cambiamenti climatici e sociali, con esigenze sempre più green, l’epoca della politica dei NO « a prescindere » non può che contrastare l’azione di sviluppo turistico moderno, al passo con i tempi, che permetta di vivere la montagna a tutti ed in ogni stagione dell’anno.

Roberto Rosaire- Union Valdôtaine

 Vice Presidente IV Commissione permanente – Sviluppo economico.

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