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La cefalea è finalmente malattia invalidante.

La scorsa settimana, in Senato, ho votato a favore della legge che riconosce la cefalea primaria cronica come malattia sociale.
In Valle d’Aosta avevamo anticipato di quasi 10 anni questo importante provvedimento legislativo, grazie anche all’impegno di associazioni e medici.

Albert Laniéce – Senatore Gruppo Autonomie

Nel 2011, come Assessore regionale alla Sanità, avevo dato indicazioni alle Commissioni d’invalidità della Regione, in virtù della specifica competenza contenuta nel nostro Statuto di autonomia, di considerare la cefalea come “patologia invalidante”. Si consentiva così ai pazienti di ottenere un punteggio di invalidità più coerente alla gravità della loro patologia.

Questo intervento è stato promosso grazie alla sollecitazione dell’associazione AL.CE., Alleanza cefalalgici della Valle d’Aosta, presieduta da Sara Grillo, e grazie anche alla collaborazione del direttore della Neurologia, il dottor Edo Bottacchi, che ne era il referente scientifico, e al dottor Maurizio Castelli, il direttore della medicina legale.

Nella nostra Regione ogni anno questa malattia colpisce più di 10 mila persone, con serie conseguenze sulla qualità di vita del malato e ripercussioni sulla vita familiare e lavorativa.

Per chi volesse approfondire, ecco il testo del mio intervento nell’aula del Senato:
« Riconoscere la cefalea come malattia sociale vuol dire venire incontro a tantissime persone che sono colpite da questa patologia che crea una invalidità enorme. Non è il primo passo per quanto riguarda la presa in carico di questi pazienti: è già istituita una giornata nazionale, il 19 maggio. Tutte le ASL, tutti i centri ospedalieri più importanti hanno i centri per la cura cefalee ormai da diversi anni.
Per quanto riguarda la terapia, oltre alle classiche terapie triptani, FANS e cortisonici, si stanno provando e testando farmaci anticorpi monoclonali che speriamo possano far fare un passo in avanti soprattutto per la qualità di vita di questi pazienti.
Come legislatori, un aspetto sul quale bisognerà soffermarsi è quello che coinvolge l’aspetto medico-legale, i punteggi e le commissioni di invalidità perché, ad oggi, c’è un problema importante per quanto riguarda l’aggiornamento dei punteggi d’invalidità.
Tutto è regolato dal decreto ministeriale del 5 febbraio 1992, recante le tabelle alle quali fanno riferimento le commissioni che devono poi erogare l’invalidità. Ci sono delle tabelle INPS che servono da linee guida, però, dal punto di vista medico-legale, noi dobbiamo riferirci al decreto ministeriale 5 febbraio 1992, che deve essere completamente aggiornato.
Allora bisogna fare un ragionamento complessivo quando si parla di cefalea, di fibromialgia, di epilessia; oltretutto. nella fase postcritica dell’epilessia, il 50 per cento dei pazienti ha cefalea, quindi sono problemi che si intersecano, perché la fibromialgia può dare cefalea muscolo-tensiva e dunque avrebbe senso fare un discorso legislativo che riveda e aggiorni le tabelle di invalidità.
Infatti, quello che interessa è il riconoscimento dell’handicap, dell’invalidità per queste persone affinché abbiano la possibilità di curarsi e distaccarsi dal lavoro in modo adeguato. Sappiamo benissimo che spesso le cefalee si risolvono stando a casa tranquilli, al buio e senza sollecitazioni. Cerchiamo allora di fare un discorso globale su tutte queste patologie a grande ricaduta, rivedendo i punteggi e le modalità di erogazione dell’invalidità.
Naturalmente, il Gruppo « Per le Autonomie » che rappresento è assolutamente favorevole al disegno di legge in esame e pertanto annuncio il mio voto favorevole ».

Qui il testo del ddl sulla cefalea approvato in via definitiva dal Senato mercoledì 8 luglio. Clicca qui

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