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Pacchetto climatico dell’UE: un mondo più pulito coinciderà con una qualità di vita migliore per tutti

Il 14 luglio la Commissione europea ha pubblicato sedici testi, di cui due comunicazioni, per un totale di 3.795 pagine consultabili qui. Battezzato “Fit for 55”, il pacchetto climatico contiene dodici progetti di regolamenti e direttive volti a mettere l’Europa sulla strada della neutralità climatica entro il 2050: dall’agricoltura al trasporto aereo, passando per l’automobile. 

Questo pacchetto climatico è un atto concreto delle linee politiche verso il processo di decarbonizzazione messo in atto dall’Unione europea negli ultimi anni.

La grande novità di questa azione legislativa dell’esecutivo europeo è la volontà di aggiornare una parte delle sue regole introducendo nuovi dispositivi tramite un’insieme di testi con l’idea che tutti i settori, contemporaneamente, contribuiscano alla lotta contro il cambiamento climatico.

Un atto legislativo che apre la via a profondi cambiamenti nell’Unione Europea, in Italia e in Valle d’Aosta nei prossimi dieci anni. Si passa quindi dalla fase politica alla fase di messa in opera. 

Gli obiettivi

Una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto al 1990 per arrivare allo zero carbonio per l’automobile entro il 2035, ossia il divieto di fatto dei veicoli termici, compresi quelli ibridi. Una rivoluzione verde che definisce come i l’economia dei combustibili fossili abbia raggiunto i suoi limiti.

Le proposte in sintesi

Le proposte della Commissione riguardano: 

  • un rafforzamento del sistema europeo di scambio dei permessi di emissione (“Emission trade system” – Ets) e la sua applicazione a nuovi settori (aviazione civile, settore marittimo, trasporti stradali ed edilizia); 
  • un aumento della produzione dell’uso di energie rinnovabili; obiettivi vincolanti per l’aumento dell’efficienza energetica; una più rapida diffusione dei modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture (punti di ricarica elettrica e di rifornimento per i carburanti alternativi) e dei nuovi combustibili necessari; 
  • l’allineamento delle politiche fiscali (in particolare la tassazione dell’energia) con gli obiettivi del Green Deal europeo; misure (“dazi climatici” all’importazione) per prevenire il “carbon leakage” e rilocalizzazione fuori dall’Ue delle industrie ad alta intensità di emissioni; 
  • strumenti per preservare e potenziare la capacità dei “pozzi naturali di assorbimento del carbonio”, ovvero le aree agricole e forestali.

ETS – Sistema di scambio delle emissioni

L’elemento centrale del cambiamento è la revisione dell’Emissions Trading System (Sistema di scambio delle emissioni, ETS), che fissa un tetto alla CO2 totale che può essere emessa e impone a chi lo fa di acquistare tante quote quante sono le tonnellate di CO2 emesse. oggi l’Ets fissa un prezzo di circa 50 euro a tonnellata di anidride carbonica emessa (contro i 20 di un anno fa), la Commissione Ue stima che entro il 2030 si arriverà a 90 euro. 

Il pacchetto climatico definisce che tutti i settori dell’Ets (aviazione e marittimo compresi) dovranno abbattere le emissioni del 61% (e non più del 43%, vecchio target) entro il 2030 rispetto al livello del 2005. La Commissione propone una riduzione annuale delle emissioni più consistente, del 4,2% rispetto all’attuale 2,2%, dopo una riduzione una tantum del tetto complessivo delle quote di 117 miliardi. Ma verrà creato anche un Ets separato (operativo dal 2025) che include trasporto stradale su gomma ed edifici residenziali per i quali, però, il taglio delle emissioni dovrà essere del 43% al 2030.

Un trasporto sostenibile per tutti

La Commissione promuove la crescita del mercato dei veicoli a zero e basse emissioni. In particolare, mira a garantire che i cittadini dispongano delle infrastrutture necessarie per caricare questi veicoli, per viaggi brevi e lunghi.

Dal 2035 non saranno più prodotti veicoli con motore a combustione interna ed entro il 2030 le case automobilistiche dovranno ridurre del 55% (rispetto ai valori del 2021) le emissioni prodotte dalle loro nuove auto (50% nel caso dei furgoni). Per incentivare la transizione verso i mezzi elettrici e a idrogeno, la Commissione imporrà agli Stati di adeguare la propria rete di infrastrutture per la ricarica: a oggi esistono soltanto 226 mila punti pubblici in tutta l’Ue, di cui il 70% in Francia, Germania e Paesi Bassi. Il nuovo regolamento prevede di installare colonnine a intervalli regolari lungo le principali autostrade: ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 per il rifornimento di idrogeno. Serve un investimento di 80-120 miliardi di euro nell’arco dei prossimi 20 anni che nel 2030 dovrebbe portare a 3,5 stazioni di ricarica, per poi salire a 16,3 milioni entro il 2050.

Emissioni trasporti-agricoltura

Gli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni da trasporto su strada, riscaldamento degli edifici, agricoltura, piccoli impianti industriali e gestione dei rifiuti dovranno aumentare dall’attuale 29% ad almeno il 40%, rispetto ai livelli del 2005.  L’obiettivo per l’Italia aumenta dal 33% al 43,7%. A differenza del precedente regolamento, che vedeva alcuni paesi con target a zero, la Commissione europea propone che tutti gli Stati membri contribuiscano al raggiungimento dell’obiettivo a livello dell’Unione con tagli compresi tra il 10% e il 50% rispetto alle emissioni del 2005 prevedendo un prezzo del carbonio alle importazioni di una selezione mirata di prodotti.

Più lavoro grazie alla transizione ecologica

Grazie all’attuazione di politiche di accompagnamento adeguate, la transizione potrebbe creare circa 1 milione di posti di lavoro nell’UE entro il 2030 e 2 milioni di posti di lavoro entro il 2050, in particolare impieghi mediamente qualificati e mediamente remunerati nei settori dell’edilizia e l’industria.

Pubblica amministrazione riqualifichi il 3% degli edifici ogni anno

Il settore pubblico dovrà rinnovare il 3% dei suoi edifici ogni anno. La proposta fa parte del pacchetto clima della Commissione europea, nell’ambito delle nuove regole per l’efficienza energetica. L’obiettivo si accompagna ad un aumento della quota di rinnovabili nel mix energetico al 40% al 2030, dal 32% attuale.

Un fondo sociale per sostenibilità edifici

Il nuovo Fondo sociale per il clima sosterrà i cittadini dell’UE più colpiti dal rischio di povertà energetica o di mobilità. Aiuterà a mitigare i costi per coloro che sono più esposti ai cambiamenti, per garantire che la transizione sia equa e non lasci indietro nessuno. Fornirà 72,2 miliardi di euro in 7 anni in finanziamenti per la ristrutturazione degli edifici, l’accesso alla mobilità a zero e a basse emissioni o persino il sostegno al reddito. Oltre alle case, anche gli edifici pubblici devono essere ristrutturati per utilizzare più energie rinnovabili e per essere più efficienti dal punto di vista energetico.

Conclusioni

L’economia dei combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti e per questo servono nuovi modelli. Il pacchetto “Fit for 55” mira ad accelerare il processo di decarbonizzazione e, da un punto di vista geopolitico, a rendere l’Europa indipendente energeticamente dai grandi esportatori di petrolio e gas naturale. Come? La parola “magica”, menzionata dall’Unione Europea, è Idrogeno. L’idrogeno potrebbe quindi essere uno strumento fondamentale per arrivare lì dove l’energia elettrica ad oggi non riesce ad arrivare. 

Per questo motivo bene ha fatto il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta a votare la legge che impegna la giunta ad avviare uno studio sugli interventi per la mobilità a idrogeno

Il processo di decarbonizzazione messo in campo dal Parlamento Europeo non è solo un atto politico e legislativo ma deve essere vissuto da tutti noi come un cambiamento di rotta, dal singolo alle imprese, dalla pubblica amministrazione a tutti i movimenti politici. Sono i continui eventi di calamità naturale, come i dissesti idrogeologici, a ricordarcelo giorno dopo giorno. Ripristinare la natura e consentire alla biodiversità di prosperare di nuovo renderà il nostro ambiente più resistente ai cambiamenti climatici. Una svolta delle politiche ambientali è oramai necessaria per un mondo più pulito che coinciderà con una qualità di vita migliore per tutti

Albert Lanièce – Vice presidente della commissione ambiente e territorio del Senato della Repubblica

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