Le débat

Lunedì 8 marzo si vota per l’Europa dei Popoli

Lunedì 8 marzo il Parlamento Europeo sarà chiamato a decidere il destino di tre europarlamentari catalani. La richiesta? Togliere l’immunità parlamentare all’ex presidente della Catalogna Carles Puidgemont, e i suoi ex ministri Clara Ponsatí e Antoni Comín. La revoca dell’immunità porterebbe all’arresto o all’estradizione di Puidgemont, Ponsati e Comincia, così come richiesto dalla Corte Suprema di Madrid nel 2019.

L’accusa

L’accusa è relativa all’organizzazione del referendum tenutosi il 1° novembre 2017. Un referendum per l’indipendenza della «nazione catalana» dalla Spagna. E’ corretto chiarire che il referendum è stato dichiarato, fin dalla sua indizione, incostituzionale dal Tribunal Constitucional spagnolo. Il referendum risulta quindi una forzatura da parte delle autorità Catalane. Forzatura nata, però, dall’atteggiamento di totale chiusura ad ogni ipotesi di negoziato politico del Governo spagnolo. Una chiusura espressa con gravi azioni di repressione proprio durante lo svolgimento del referendum. Ancora oggi ricordiamo le immagini della violenza degli agenti spagnoli in Catalogna davanti ai seggi, dei volti insanguinati dei civili, di anziani colpiti dai manganelli, immagini che hanno fatto il giro del mondo generando incredulità e condanne. Un uso inappropriato di violenza verso cittadini che nulla hanno fatto se non resistenza passiva. E’ quindi corretto dire che Carles Puidgemont e gli altri indipendentisti catalani sono perseguitati per le loro idee, per aver indetto un referendum democratico e non per aver generato atti violenti.

Scozia e Québec: l’Europa non può ignorare!

L’Europa non può dimenticare che sia in Québec (1980) che nel Regno Unito (referendum scozzese del 2014) si tennero referendum analoghi ma riconosciuti legali sia dal governo Canadese che dal governo del Regno Unito (Accordo di Edimburgo). Due esempi di buone pratiche che l’Europa non può non considerare, in quanto esercizio di reale democrazia. Il governo Spagnolo non ha mai cercato una mediazione anzi, ancora oggi, continua la sua azione ostile verso chi dimostra dissidenza politica. Pablo Hasél, cantante rap, il 16 febbraio è stato condannato a nove mesi di carcere per aver espresso nelle sue canzoni critiche alla monarchia. In questo quadro il voto del Parlamento Europeo, se favorevole alla richiesta di rettifica dell’immunità da parte dell’Autorità Spagnole, potrebbe aggravare il conflitto politico-costituzionale già in corso. La scelta invece di rigettare la domanda di revoca dell’immunità aprirà una strada verso la libertà che permetterà ai tre parlamentari catalani di continuare a rappresentare i cittadini nell’assise Europea e allo stesso tempo indicherà la strada del negoziato politico come via maestra per la risoluzione della crisi tra Catalogna e Governo Spagnolo.

L’Assemblea nazionale catalana lancia la campagna internazionale #DefendCataloniaSaveEU, contro la revoca dell’immunità parlamentare degli eurodeputati catalani

Il 23 febbraio la commissione JURI ha approvato il rapporto sul tema, preparato dal deputato bulgaro Angel Dhambazki, con 15 voti a favore, otto contrari e due astensioni. Un voto scontato, infatti fra i suoi membri si contano ben cinque parlamentari spagnoli, tra cui il presidente Adrián Vázquez Lázara, che avevano assicurato il loro appoggio alla mozione.

Gli eurodeputati appartengono alle delegazioni di Partido Popular, Partido Socialista e Ciudadanos e, dalle dichiarazioni di Puigdemont, avrebbero fatto opera di convincimento su molti colleghi dei propri gruppi politici, rispettivamente Partito Popolare Europeo, Socialisti & Democratici e Renew Europe. 

Questi gruppi, uniti, rappresentano la maggioranza assoluta del Parlamento Europeo, che deciderà nel merito proprio lunedì 8 marzo. Conti alla mano, se voteranno compatti a favore della risoluzione, per Puidgemont, Ponsatí e Comín non ci sarà giustizia.

Per questo motivo l’ANC sta cercando di sensibilizzare l’opinione comune Europea e ha lanciato la campagna #DefendCataloniaSaveEU


Qui sotto, il link dove trovare tutte le informazioni per sostenere i tre Europarlamentari Catalani

https://int.assemblea.cat/fr/defendcataloniasaveeu-fr/

L’appello dell’Assemblea Nazionale Catalana

“Questi rappresentanti democraticamente eletti furono costretti all’esilio e presero posto dopo aver ricevuto i voti di oltre 1 milione di cittadini europei. Lo stato spagnolo sta piegando la legge dell’UE per perseguire i membri innocenti della minoranza catalana. È il caso dell’ex vicepresidente del governo della Catalogna, Oriol Junqueras, eletto in carcere un eurodeputato, che avrebbe dovuto godere dell’immunità parlamentare dalla sua elezione secondo la risoluzione C-502/19 della Corte di giustizia dell’UE. Eppure rimane un prigioniero politico, condannato per tenere il referendum per l’autodeterminazione catalana il 1 ° ottobre st 2017. Lo stato spagnolo ha violato il suo diritto di rappresentante eletto europeo e lo ha tenuto in prigione, insieme a otto leader civici e politici catalani, tra cui Carme Forcadell, il presidente del parlamento catalano, che è stato condannato a 11 anni e mezzo solo per aver concesso un dibattito sull’autodeterminazione ; o il caso di Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, leader delle due maggiori associazioni della società civile catalana, condannati a 9 anni di carcere solo per aver indetto proteste pacifiche. Il rispetto della democrazia e dei diritti umani sono i pilastri su cui si fonda l’UE. La tutela delle persone e delle minoranze, così come i diritti dei popoli, sono principi cardine che devono essere tutelati.

Il Parlamento europeo deve rimanere la salvaguardia dei diritti delle minoranze nazionali in Europa. L’Assemblea nazionale catalana chiede agli eurodeputati di votare NO alla richiesta spagnola di revocare l’immunità degli eurodeputati catalani Carles Puigdemont, Toni Comín e Clara Ponsatí

La questione Catalana non è solo un « affare della Spagna »

Le Istituzioni Europee devono essere riferimento per i diritti umani, perseguire i dissidenti votando a favore di azioni autoritarie minerebbe la credibilità europea. La stessa carta dei diritti dell’Unione Europea nei suoi principi fondamentali riporta “Consapevole della sua eredità spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà; si basa sui principi della democrazia e dello Stato di diritto. Mette la persona al centro delle sue attività, istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. L’Unione contribuisce alla conservazione e allo sviluppo di questi valori comuni nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli d’Europa”.

Il pericolo è che, se ora viene revocata l’immunità di rappresentanti europei di una minoranza, si creerà un precedente e lo stesso potrà accadere anche in altri Paesi in Europa, dove le minoranze sono o saranno perseguitate. Per questo motivo dal voto che il Parlamento Europeo darà lunedì prossimo dipende non solo la sorte giudiziaria dei tre europarlamentari catalani, ma l’identità culturale e politica dello stesso progetto europeo, come tentativo di conseguire l’unità nel rispetto delle diversità e del pluralismo. Compito di tutti noi, cittadini che credono e lavorano per un’Europa dei Popoli, è fare appello a tutti i parlamentari Europei affinché la richiesta di revoca dell’immunità venga bocciata. Come? Aderendo alla campagna #DefendCataloniaSaveEU 

Genny Perron

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