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Entretien avec l’Assesseur à l’agriculture et aux ressources naturelles Davide Sapinet

Davide Sapinet est Assesseur à l’agriculture et aux ressources naturelles depuis le 21 octobre 2020. Nous l’avons rencontré pour lui poser quelques questions sur les thèmes majeurs de l’activité de l’Assessorat et sur les questions d’actualité.

Voilà ce qu’il nous a raconté.

Assessore Sapinet, iniziamo con il settore delle risorse naturali, dove tra le tante cose c’è stata, finalmente, l’approvazione della legge sul lupo

Si, una legge attesa da tempo, il cui percorso aveva preso avvio nella scorsa legislatura, quando sul tema era stato avviato un fattivo confronto nella Commissione consiliare competente. Poi chiaramente l’iter si è interrotto ma, dopo le elezioni del 2020, è stato uno dei primi temi affrontati dal nuovo Consiglio. C’è stata una proposta di legge da parte dell’opposizione e una da parte dell’Assessorato, che riprendeva il lavoro già svolto dai rappresentanti dell’Assemblea. A partire da queste due proposte, con un buon lavoro di sintesi realizzato dalla Commissione consiliare, siamo giunti ad approvare un testo di legge unitario. Come ho già avuto modo di dire più volte, stiamo passando da un’ottica di mera protezione del lupo a un concetto più ampio di gestione della specie, anche alla luce dei ripetuti avvistamenti nei centri abitati. Direi che la legge sul lupo è sì un punto di arrivo, ma anche, e forse soprattutto, un punto di partenza.

Si riferisce alla convivenza con il mondo agricolo?

È una questione particolarmente delicata, soprattutto in un momento come questo, che corrisponde all’inizio del periodo della monticazione. Gli allevatori devono poter svolgere il loro lavoro serenamente e in condizioni di sicurezza. Su questo, posso garantire che hanno tutta la nostra attenzione e il nostro supporto. Mettiamo a disposizione sostegni economici e supporto tecnico per attuare misure di prevenzione estremamente efficaci, che stanno dando ottimi risultati non solo in Valle d’Aosta, ma su tutto l’arco alpino. In caso di attacchi, poi, sono a disposizione risarcimenti per il pagamento dei danni subiti. Ma stiamo lavorando anche a nuove soluzioni, che utilizzino di più la tecnologia a disposizione. In questo senso, ad esempio, stiamo portando avanti un progetto in collaborazione con l’Institut Agricole Régional che prevede l’uso di collari elettronici geolocalizzati che consentano di monitorare i capi di bestiame al pascolo ed essere aggiornati in tempo reale su eventuali attacchi.

Quindi la vostra attenzione è sempre massima

Certo, e gli allevatori, come tutti i cittadini, devono sapere che siamo sempre a disposizione. Per ogni informazione, per ogni dubbio, è sempre possibile contattare  l’Ufficio Fauna del Dipartimento Risorse naturali e tutte le stazioni forestali presenti sul territorio. Tra l’altro, a questo proposito, è necessario prevedere a breve un concorso di assunzione per il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, al quale come sappiamo spettano numerosi e svariati ruoli e che, al momento, sta patendo una pesante carenza di personale. Sulla questione lupo, voglio ancora ricordare che abbiamo avviato diverse azioni di informazione e comunicazione, realizzando un’apposita sezione sul sito istituzionale della Regione e, in collaborazione con il Celva, locandine infografiche sulle misure di prevenzione e risarcimento danni per gli allevatori e sui corretti comportamenti da adottare in caso di avvistamento, queste ultime destinate ai valdostani ma anche ai turisti. Proprio guardando all’imminente stagione estiva, stiamo anche valutando la possibilità di organizzare degli incontri destinati a chi trascorrerà le vacanze in Valle d’Aosta.

Altri temi di rilievo nel settore forestale?

Sicuramente la valorizzazione della risorsa legno, in collaborazione con le aziende forestali, con le quali stiamo organizzando diversi incontri. Anche in questo settore, vogliamo arrivare all’istituzione di un tavolo di lavoro permanente e riuscire a incrementare le risorse finanziarie per sostenere gli investimenti. Credo che in Valle d’Aosta ci sia parecchio lavoro da fare. Altro tema assolutamente centrale è quello dei cantieri forestali, fondamentali nella nostra regione per il controllo e la cura del territorio, con importanti ricadute economiche, sia dal punto di vista del turismo alpino, sia dal punto di vista occupazionale, senza dimenticare l’importante funzione che essi svolgono per il contenimento del rischio idrogeologico. Il Piano degli interventi in amministrazione diretta 2021/2023, che abbiamo approvato a febbraio, prevede 350 interventi per ogni annualità, individuati sulla base delle esigenze espresse dai Comuni, dai Consorzi di miglioramento fondiario, dalle stazioni forestali e dalle strutture del Dipartimento risorse naturali. Dal punto di vista occupazionale, questo significa l’assunzione 375 lavoratori a tempo determinato, nel periodo da marzo a dicembre, con un aumento delle giornate lavorative di ogni operaio, da 130 a 140. E a questi si aggiungono 25 assunzioni per il settore della cultura. Inoltre, a maggio abbiamo approvato l’elenco previsionale degli interventi, per l’anno 2021 e per il triennio 2021/2023, da affidare a soggetti esterni all’Amministrazione regionale, lavori per i quali, a breve, partiranno le gare d’appalto.

Passiamo ora al settore agricolo: quali gli argomenti “à la une”?

È iniziata la stagione dell’”inarpa”, un momento cruciale per il mondo dell’allevamento della nostra regione, ma direi anche per tutto il comparto agricolo. La pratica dell’alpeggio non significa soltanto mantenimento di una tradizione, ma anche presidio del territorio e produzione di quello che è il fiore all’occhiello del nostro comparto alimentare, ovvero la Fontina d’alpeggio. Per tutte queste ragioni, gli aiuti alla monticazione rivestono una grande importanza. Il 2020 è stato per così dire “l’anno zero”, il primo anno di erogazione dell’aiuto, che ha visto gli uffici dell’Assessorato impegnati in un lavoro immane. L’organizzazione del settore zootecnico in Valle d’Aosta è molto complessa, basti pensare che sono state prese in esame oltre 33.000 movimentazioni di animali e le 720 pratiche presentate sono state analizzate quasi individualmente, per cercare di interpretare le singole casistiche e non penalizzare le situazioni che, ad una prima occhiata, sembravano non rientrare nei criteri. Quest’anno si partirà da una buona base grazie all’esperienza maturata lo scorso anno. Tra l’altro, siamo preoccupati in quanto si sta diffondendo tra le aziende la tendenza a tenere le bovine nelle stalle di fondovalle durante l’estate invece di portarle in montagna, quindi a maggior ragione questo aiuto deve essere incisivo.

Tra l’altro è allo studio una nuova tipologia di contributo per sostenere il mondo dell’allevamento, vero?

Si, perché proprio analizzando le domande di aiuto presentate lo scorso anno per la monticazione, è emerso che esistono aziende che non portano i loro capi in alpeggio, quindi sono escluse dai sostegni, ma questo semplicemente perché operano già in montagna. Si tratta però di aziende che lavorano rispettando gli stessi principi virtuosi che l’Unione Europea ha individuato come obiettivi per i contributi alla monticazione, ovvero il rispetto del benessere degli animali, la qualità delle produzioni, la salvaguardia dell’ambiente. Riteniamo quindi che anche queste aziende abbiano tutte le caratteristiche per essere sostenute a pieno titolo e per questa ragione introdurremo a breve un nuovo tipo di aiuto, finalizzato alla mezza montagna, che abbiamo chiamato “al pascolamento”.

Dalla zootecnica passiamo a uno sguardo più ampio sull’intero comparto

Tra le prime azioni, abbiamo voluto rafforzare il ruolo del tavolo di lavoro dedicato al settore lattiero caseario. Un tavolo che esisteva già, ma che abbiamo deciso di formalizzare con una deliberazione della Giunta regionale. Si tratta di un gruppo ristretto, perché deve essere pienamente operativo. Ne fanno parte, oltre ai referenti dell’Assessorato, l’AREV, l’Anaborava, il Consorzio di tutela della DOP Fontina e l’Institut Agricole Régional. Oltre a questo nucleo permanente, che si riunisce con regolarità, il tavolo è chiaramente aperto a tutti i soggetti che sono vogliono dare il proprio contributo di idee e proposte. È un tavolo che nasce in sordina, senza grandi proclami, ma con un obiettivo ambizioso, quello di dare un sostegno concreto al mondo lattiero-caseario e al mondo zootecnico, affrontando i principali problemi del settore per individuare soluzioni condivise ed efficaci e tracciare le linee strategiche di sviluppo per il futuro.

E per quanto riguarda la ripartenza dopo la pandemia?

A breve saranno approvati con una legge regionale i nuovi ristori, tra i quali quelli per il settore agricolo. Quest’anno, oltre al bonus trasversale per le imprese che hanno subito una perdita di fatturato superiore al 30%, abbiamo introdotto un bonus anche per quelle che hanno avuto perdite inferiori, proprio perché vogliamo riconoscere al settore agricolo l’importanza che merita. Riproporremo poi il voucher per l’acquisto dei prodotti locali, non solo perché ha avuto un buon riscontro, ma anche perché è utile a creare legami duraturi e sinergici tra il settore agricolo e quello della commercializzazione e somministrazione.

Quindi grande attenzione alla valorizzazione dei prodotti regionali dopo questi mesi di chiusura

È così, e su questo tema stiamo lavorando ad alcuni importanti progetti, per far sì che la qualità delle eccellenze valdostane sia sempre più riconosciuta e, di riflesso, ne siano accresciute la notorietà e il valore commerciale. Per quanto riguarda la mela, in collaborazione con la Cofruits e con il supporto dell’Institut Agricole, sta avanzando l’iter per l’ottenimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), per il quale possiamo contare anche sul prezioso sostegno del senatore Albert Lanièce. Contemporaneamente, abbiamo fatto i primi passi, sempre in collaborazione con la Cofruits, per ottenere il riconoscimento della DOP (Denominazione di Origine Protetta) per il miele valdostano. Sul fronte vitivinicolo, invece, la Vival, l’associazione dei viticoltori valdostani, sta lavorando per far sì che anche la Valle d’Aosta si doti di un Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini DOC, quindi un altro tassello importante per dare lustro alle nostre eccellenze.  

Infine, e direi finalmente, con l’atteso allentamento delle restrizioni, riprenderanno le iniziative promozionali in presenza, con gli Show cooking e il Marché au Fort, la partecipazione a Cheese e a Golosaria e, oltre confine, alla Foire du Valais. E continua il sostegno dell’Assessorato alle numerose e belle manifestazioni organizzate da enti e associazioni sul territorio regionale.

Un’ultima domanda, Assessore: è stata di recente approvata una legge sull’agricoltura sociale, di cosa si tratta?

È un disegno di legge, presentato dalle opposizioni, che è poi stato rivisto e integrato dalla Terza e Quinta Commissione, con il supporto della competente struttura del nostro Assessorato. Noi crediamo però che questa tematica debba rientrare in un disegno normativo di più ampio respiro sulla diversificazione agricola, che includa anche, per esempio, l’enoturismo e l’agriturismo. Si tratta di un progetto al quale stiamo lavorando, per dare vita a un sorta di testo unico in materia di multifunzionalità delle aziende agricole. L’obiettivo finale è poter offrire nuove opportunità a chi già vive di agricoltura, a tutte le aziende, che potranno così diversificare sempre più la loro attività e la loro offerta, ai giovani e a tutti coloro che stanno guardando a questo settore come ad una possibilità di lavoro e di vita.

Merci Assesseur et bon travail!

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